




Da “Passeggiate nel Canavese” di A. Bertolotti
Mi portai vedere la sorgente minerale, distante un quarto d'ora dallo stabilimento, alla quale si giunge per pittoresco sentiero tra massi. Consiste in un meschino casotto sulla sponda destra dell'Orco. Essa è di proprietà del comune, che lo dà in fitto, ora tenuta da certo Costanzo. Poco lungi vi è pure altra più piccola sorgente della stessa natura, di proprietà del conte di Agliè.
Fu sempre un desiderio che la saluberrima fonte avesse un atrio più proprio, e che sorgesse in Ceresole un vero stabilimento a benefizio degli infermi, e che una strada più comoda a Ceresole conducesse; ma mi rincresce lo scrivere essere ancora sempre un desiderio. Sul finir del passato secolo, il Nazione già notava che sotto le Ferriera vi si ammirava un grosso tino di pietra scavato dall'Orco, in cui esso precipitavasi e da cui continuamente si rialzava, e che inferiormente e poco lontano da tale tino...

Da “Guide illustrate Reynaudi”
L'acqua minerale di Ceresole Reale, che non è solo la regina delle acque ferruginose, ma anche una delle migliori acque naturali minerali digestive da tavola, sgorga all'altezza di 1498 metri, sulla riva destra dell'Orco, a un quarto d'ora dagli Alberghi e a 20 minuti circa dalla Parrocchia . Il viaggiatore non può fare a meno, nella sua prima passeggiata per la conca ceresolina, di scorgere la forma snella dei due chioschi che spiccano con la loro macchia bianca frammezzo al verde delle conifere tra cui sorgono, a breve distanza dalla bellissima cascata dell'Orco detta Pis o del Roc. Apposito palo, con la scritta Alle Sorgenti Minerali , si trova al punto di diramazione del piccolo tronco di strada che vi conduce.
L'acqua sgorga da due distinte sorgenti, collocate poche metri l'una dall'altra, e raccolte in casotti separati.
L'acqua minerale di Ceresole è singolarmente efficace nelle varie forme di anemie ed in tutte le malattie in cui è prescritta la cura arsenicate . Per la cura consultare sempre il medico.
Alla sorgente si beve abitualmente in dose di circa un litro al giorno (2 bicchieri alla mattina e 2 alla sera) prima dei pasti. Essa è eccellente altresì usata col vino, invece dell'acqua comune , e una cura va d'accordo e si completa con l'altra. La cura dell'acqua minerale deve durare almeno 15 giorni , e una volta cominciata sul luogo, si può continuare in città coll'acqua spedita dalla sorgente stessa.
Da “Il Canavese”
L'acqua minerale e la sua proprietà medicinale era nota fin da tempo remoto agli abitanti della vallata che la conoscevano col nome di acqua forte ; fu conosciuta fuori dalla valle solo verso il 1820.
Infatti nell'autunno del 1820 il prof. Cantù ed il dottor Bestini per primi analizzarono quest'acqua trovandovi gas acido carbonico libero in grande quantità, carbonato di ferro, di calce, di magnesio, e di soda e muriato di magnesio con qualche atomo di selce.

Nel Dictionaire abregè de Sciences Medicales, edito a Milano nel 1827, si fa cenno “ dell'acqua rossa e brusca di Ceresole, che scaturisce nel volume di un pollice, sprigionando molto gas. Il suo sapore è piccante, salato, non spiacevole. E' applicata in medicina utilmente in alcune fisconie addominali, in flussi passivi, affezioni atoniche della cute ed in malattie consimili”. Verso la metà del secolo scorso, in un edificio il legno di proprietà di un certo Andrea Blanchetti prese vita il primo stabilimento idropinico, aperto nel 1858 e condotto da un albergatore di Chiasso, certo Massara. Dopo il Massara lo stabilimento venne gestito dal farmacista Obert di Rivara, poi da Benedetto Massucco di Locana e da altri che via via si succedettero. E' interessante rileggere la descrizione delle sorgenti e dello stabilimento che il Bertolotti ci lasciò nella sua monumentale opera Passeggiate nel canadese . L'autore visitò Ceresole attorno al 1870:” Mi portai vedere la sorgente minerale, distante un quarto d'ora dallo stabilimento, alla quale si giunge per pittoresco sentiero tra massi. Consiste in un meschino casotto sulla sponda destra dell'Orco. Essa è di proprietà del comune, che lo dà in fitto, ora tenuta da certo Costanzo. Poco lungi vi è pure altra più piccola sorgente della stessa natura, di proprietà del conte di Agliè(…)Lo stabilimento idropatico era aperto, ed io lo vidi tosto da lungi, per lo svolazzo delle tendine, che adrnavano il palco davanti esso. Si apre in giugno e si chiude in settembre; trovas a 1498 m sul livello del mare alla sinistra dell'Orco. Lo stabilimento consiste in una grande baracca isolata, a due piani, di muratura e di legname, distribuito in più bugigattoli, messi in comunicazione da scalucce e corridoi con finestrelle. Può ospitare trenta persone”.
L'origine geologica dell'acqua minerale di Ceresole, venne trattata dal dott. Balp nell'opera Le acque minerali della Provincia di Torino, edita nel 1902 “ Geologicamente esse ripetono la loro origine alla esistenza in tempi preistorici di numerose polle minerali calde che pullulavano in un enorme spaccatura, la quale partendo dalle miniere della Cuccagna ( a 3000 m sulla sponda sinistra dell'Orco) discendeva per il vallone del Roc e attraversando il letto dell'Orco saliva verso la Bellagarda. Tale spaccatura fu colmata dalle sorgenti termo-minerali che vi depositarono galena argentifera, solfuri doppi di piombo e antimonio e probabilmente anche solfo arseniuri ed arsenico nativo. Colmato il filone le sorgenti sparirono e le attuali non sarebbero che l'ultimo avanzo delle sorgenti che riempirono la spaccatura”.
Sarebbe interessante conoscere studi geologici più recenti per poterli confrontare con la tesi del dott. Balp. Il Prof. Vinaj e il dott. Pinali nella loro pubblicazione Le acque minerali e gli stabilimenti termali, edita nel 1916, danno una breve descrizione delle fonti minerali e indicazioni per l'uso dell'acqua: “le sorgenti minerali di Ceresole sono due: la FONS SALUTIS e la FONTE COMUNALE, distanti circa 150 m l'una dall'altra (…) L'acqua di Ceresole ha talora un lieve odore di acido solfidrico e alla superficie si formano miriadi di bollicine di acido carbonico.
Per la felice combinazione del ferro e dell'arsenico l'acqua è indicata nelle malattie di esaurimento, anemia, clorosi (particolare forma di anemia) ecc. e per la presenza in essa dell'acido carbonico, del cloruro di sodio e di magnesio, del bicarbonato di soda, calcio e litio è utile in molte malattie del ricambio e in taluni disturbi intestinali. Presso la sorgente vi è un piccolo stabilimento per l'imbottigliamento dell'acqua”.

IMBOTTIGLIAMENTO
L'ultima concessione per l'imbottigliamento e la vendita dell'acqua minerale fu gestita dal Sig. Giachino dell'Hotel Levanna, che utilizzava bottiglie in vetro verde, sigillate con tappi di sughero ricoperti poi da carta stagnola.
Alle bottiglie venivano incollate delle particolare etichette a colori, ed erano collocate in apposite casse che contenevano fino a 50 bottiglie.
Le casse venivano immagazzinate in depositi a Locana, a Rivarolo e a Torino da dove si procedeva poi alla distribuzione al dettaglio. L'attività dell'imbottigliamento durò fino alla seconda Guerra Mondiale.