Miti e leggende
La storia del "Meist"
Il primo ottobre 1929 anno VII dell'era fascista, la Città di Torino inviava, con "raccomandata a mano" agli abitanti e ai possessori di terre nelle borgate Frera, Bunir, Pezze, Villa una comunicazione:
"Quanto prima quest'Amministrazione dovrà provvedere alle operazioni di invaso del bacino in costruzione in Ceresole Reale e facente parte degli impianti idroelettrici dell'Orco. Pertanto con la presente si fa formale diffida di provvedere entro il termine perentorio di mesi tre, da oggi, allo sgombro delle case e ricoveri esistenti sulle proprietà comprese nella sede del bacino stesso, nonchè all'abbattimento, raccolta, trasporto, ecc. delle piante e di quanto altro la S.V. ritenesse far proprio. Aggiungo che in difetto vi provvederà d'ufficio questa Civica Amministrazione, e a totale spesa degli interessati. Con stima".
Seguiva la firma del podestà di Torino.
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Leggenda del Pian dei Morti
Tutto era cominciato con un furto di campane dal campanile della Chiesa di Ceresole Reale: l'epoca è incerta, ma immaginiamo di ambientare il colpo a cavallo tra il "500 e il "600. La reazione dei derubati era stata violentissima: i "ceresolini" avevano pensato bene di farsi giustizia da sé, fidandosi poco delle leggi dell'uomo, che di quelle di Dio, per nome e conto del quale avevano portato a termine un'autentica strage. Il furto era " meglio usare "sarebbe" " stato messo a segno dagli abitanti di Bonzo, frazione di Groscavallo, sul versante della Valgrande che si apre scendendo dal Colle della Crocetta: quelli di Bonzo volevano vendicarsi di torti mai bene chiariti patiti ad opera dei "ceresolini".
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Leggenda delle Miniere di Bellagarda
Si narra che un giovane capraio, scacciato dal padrone per aver lasciato sbandare il gregge, avrebbe trovato per caso le miniere. Attratto dal bagliore dell'oro, che nella notte avrebbe scintillato di viva luce, egli se ne sarebbe provveduto largamente; ed ora " perché ancora vivo per la beata, ingenua ignoranza della leggenda a cui è permesso sconvolgere tempi e date " se la scialerebbe allegramente, trasformato in un ricco e potente signore.
Leggenda del Ghiacciaio del Forno
Secondo questa antica leggenda il ghiacciaio del Forno era un alpeggio verdeggiante di proprietà di tre giovani sorelle. Di colpo una bufera di neve avvolse l'alpeggio e lo trasformò in un ghiacciaio, le sorelle colte d'improvviso non riuscirono a fuggire ed ora dormirebbero l'ultimo sonno nel fondo della conca cristallina.
Leggenda del "Petit mineur"
Questa leggenda risale alla fine dell'ottocento quando alcuni abitanti di una borgata dell'alto Ceresole (pian dei Gias) furono vittime di un curioso fenomeno che infondeva una certa inquietudine tra la gente. La sera sul tetto di "lose" si sentiva uno strano rumore come se qualcuno picchiasse sulle pietre con un martelletto. Il mistero fu svelato quando, in una giornata nebbiosa, un pastore salito all'alpeggio con il suo gregge di pecore, vide un piccolo omino nero che con un balzo saltò giù dal tetto di una casa brandendo un piccolo martello. Lo spavento fu tale che le pecore e il pastore scapparono come se avessero visto uno spettro. Da quel giorno però gli abitanti della borgata dormirono sonni tranquilli perché quella sorta di folletto sentitosi scoperto sparì.